Creativi digitali, Sleek incontra Fabio Persico

No Comment
Shares

Sleek incontra Fabio Persico!

Eccoci con una nuova intervista Sleek dedicata ai creativi digitali più attivi del momento. Questa settimana abbiamo incontrato Fabio Persico, graphic designer e art director con uno stile incredibile e inconfondibile. Se ancora non lo seguite su Instagram fatelo subito, non potrete più fare a meno delle sue stories e dei suoi post ULTRA colorati. Ecco cosa ci ha raccontato:

fabio persico micro-influencer

1 Ciao Fabio, chi sei? Ci parli di te?

Sono Fabio Persico, un creatore di caroselli contemporanei, un disegnatore a dito, un intrattenitore del piccolissimo schermo. Ipocondriaco a tempo pieno, people watcher col brevetto ed amante della pizza in tutte le sue forme. Sono nato con gli occhiali da sole, motivo per il quale cerco sempre di guardare il mondo da una prospettiva diversa, ho due mani e non sono ancora morto.

2 Che poster avevi appeso in camera quando eri teenager?

Non si vedevano più i muri per quanti ce n’erano. Ho giocato a basket per tanti anni, ho iniziato a fare surf intorno ai dodici, sono sempre stato innamorato degli “eroi nascosti”, quindi metti tutto insieme ed uscirà la cameretta dell’adolescenza. Magic Johnson e Larry Bird mano nella mano, con accanto Pippo in vacanza al mare, sopra Felix The Cat sorridente e Braccio di Ferro con in braccio Pisellino, vicino ad una campagna della Sex Wax (paraffina per tavole da surf), e Un Mercoledì da Leoni, 8½ di Fellini, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, il logo dei The Strokes, il faccione di Frank Zappa e quello di Hendrix sul soffitto. Collezionavo di tutto, quindi tra un poster e l’altro c’erano tipo dei cimeli, una sorta di ex-voto: un cartone di una pizza illustrato, un pacchetto di sigarette al mentolo preso ad Ibiza in un viaggio con gli amici e la mie prime scarpe da mini-basket! Potrei continuare ma arriverebbe prima il futuro

3 Come è nato #LOSHOWGIUSTO?

Rimanevo sveglio fino a tardissimo da bambino, a volte anche in segreto dai miei, per vedere Indietro tutta! In quel programma c’era tutto: il colore, la creatività, il divertimento. Fai un salto epocale. Verso i dieci anni ho conosciuto, tramite mia sorella, i Muppetts. In quei pupazzi ci vedevo la stessa creatività di Arbore e Frassica, ci vedevo una magia che a volte le persone tendono a perdere, era un sogno. Mi ripetevo che da grande avrei voluto fare qualcosa di simile. Altro salto, 2015. Ho inziato a seguire su Snapchat un animatore della Pixar, che metteva occhi a qualunque cosa e scriveva delle caption bizzarre e divertenti. Ho provato a farlo anche io! Non sono riuscito a fermarmi. Vorrei portare la mia idea di intrattenimento, di leggerezza, in modo diretto nel mondo del web e penso che un programma fatto di personaggi colorati, che fanno il verso ai modelli di Gucci, parlano tutti i dialetti d’Italia e non solo, che si plasmano in ogni situazione “di costume”, sia una soluzione perfetta

4 Ci racconti il tuo processo creativo?

La gente è il mio riferimento più grande. Durante la giornata, mi prendo sempre una mezzoretta per guardare le persone; in metro, in un centro commerciale, per strada, ovunque. Osservo i movimenti, le forme, i colori, gli atteggiamenti e provo a replicarli nella mente. Quasi sempre li appunto. Da lì al girare video o disegnare dei personaggi è un flusso diretto.

5 Qual è l’importanza di social come Instagram per un creator come te?

È tutto un ciclo. Se non fossero stati inventati i mezzi di trasporto, forse non ci sarebbero state evoluzioni in nessun campo. Uguale nell’intrattenimento e nella comunicazione, se non fossero esistiti i social, non si sarebbe definito il nostro tempo. Sono fondamentali. Pensa che io lavoro con un telefono, una macchina fotografica compatta, le mie mani e la mia testa. Avremmo mai potuto pensare di avere un ufficio così piccolo venti anni fa? 🙂

fabio persico sleek

LEGGI ANCHE: ALLA SCOPERTA DEL MICRO

6 Che consiglio puoi dare a chi sta cominciando ora con Instagram?

Trovare un’identità, un universo di appartenenza e cercare di svilupparlo nel modo più originale e piacevole che ci possa essere. “Il medium è il messaggio” diceva McLuhan ma io aggiugerei “ed il messaggio deve spaccare”. Perché avere tutti profili identici, con foto lavorate allo stesso modo, con testi vuoti o fintamente ironici, non serve più a nulla.

7 Tre profili che dovremmo seguire e intervistare?

– Fabrizio Di Nucci, in arte @sesaph. Amico e reporter molto bravo.
@lapatatabollente ovvero Alessandra Madeddu, art director romana, fa stories curatissime ed ha molti format che aspetti con ansia.
@fouturista, Francesca Pignataro. Art director de Il Mucchio Selvaggio e oltre!

8 Dove ti vedi tra 5 anni?

Suono di fisarmonica, una voce fuori campo sussurra: “siamo i portavoce delle diversità, del colore e della traformazione del tempo, che è una condizione mentale e non un semplice susseguirsi di giorni…”. Stacco, un secondo di buio… BOOM, luci esagerate, sigla suonata da una big band di mostri, strani, colorati ed io al centro che presento una nuova puntata de #LOSHOWGIUSTO. Mi vedo in tutti gli schermi, dal più grande al minuscolo, in compagnia di quelli che alla fine sono i pensieri che riempiono il mio cervello. Siii parte! 🙂

Previous post
Imprenditori innovativi, Sleek incontra Matteo Perego
Next post
Vero, il nuovo social che sfida Facebook
Back
Shares
SHARE

Creativi digitali, Sleek incontra Fabio Persico